Questa è la mia tenera e dolce Pakhita...
Pakhita è nata nella casa davanti al palazzo dove abitiamo. Era figlia della gatta della "signora" (si fa per dire, perché secondo me, di signora non aveva proprio nulla, a giudicare per come trattava quella povera bestiolina). Erano due sorelle che ho chiamato Cikhita e Pakhita. È rimasta solo Pakhita che, a un certo punto, si è trasferita al giardino del negozio di alimentari a ridosso del palazzo dove abitiamo.
Il proprietario del negozio, gentilmente, mi ha permesso de mettere la casetta per lei sotto la veranda del primo piano - così che lei avesse la sua cuccia protetta dalle intemperie - e io e mio marito, la nutrivamo la mattina e la sera (quando mangiavano i nostri, a casa) con lo stesso cibo che mangiavano loro.
Una volta all'anno, le facevo il vaccino - non senza forte proteste da parte sua - dopo averle somministrato il vermifugo. Le mettevo ogni due/tre mese - d'Estate più frequente - le gocce contro i parassiti, così che lei avesse anche questa protezione, poiché si rifiutava - nel modo più assoluto - di essere portata a casa. Era ribelle e co teneva alla sia libertà!
Pakhita era uno spirito libero e concedeva il suo amore solo a noi. Con gli altri era forastica e io ero contenta che così fosse, poiché non avrebbe potuto, in questo modo, essere preda dai bastardi che si divertono a maltrattare gli animali.
È vissuta circa 12 anni - il che è un record per un gatto "randagio". Era una bellissima tortie tabby blotched e aveva un mantello splendido.
Pakhita è morta nel 2008, mentre ero in Brasile. Al mio rientro a casa, Massimo, mio marito, mi ha dato la brutta notizia!
Riposa in pace, piccolo angioletto mio! Ci rivedremmo, con gli altri, della mia vecchia tribù, aldilà del ponte dell'arcobaleno!
Ciao, tesoro! Mi manchi tanto... Soprattutto quando mi attendevi, al mio rientro dall'ufficio, per avere la tua pappa e andare a dormire al calduccio, nella tua cuccia!
