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Il ponte dell'arcobaleno!
Questa
leggenda (o realtà?) fonda le sue radici nelle più
antiche tradizioni degli indiani Navajos...
Molto
tempo fa, prima ancora che il tempo iniziasse a scorrere,
l'Universo era un abisso di fuoco senza vita, ed il mondo
come lo conosciamo noi, era solo un sogno nella mente del
Grande Spirito. Cavalcando attraverso gli abissi infiniti
in groppa al bisonte bianco, Manitù imbrigliò
il fuoco e separò il cielo dalla terra. Poi, per abitare
il mondo che aveva creato, impastò con il fango, delle
bambole e soffiò su di loro la vita: nacquero così
gli uomini!
I
primi uomini erano degli eroi _ audaci e forti _ più
simili al Grande Spirito degli uomini inferiori che oggi popolano
da terra. A loro, Manitù affidò il compito di
sconfiggere i demoni di fuoco e gli altri mostri che, a quei
tempi lontani, ancora infestavano il mondo.
Due
di quegli uomini _ Degawidah ed Athaska _ erano compagni inseparabili
e fratelli di sangue. Nessun mostro o creatura malvagia sfuggiva
alle loro lance o ai loro dardi. Combattevano sempre fianco
a fianco, e nessuno aveva mai visto l'uno senza l'altro.
Un
giorno, durante una battaglia per sconfiggere l'ultimo dei
mostri e liberare la terra, Degawidah viene ucciso dal mostro
morente… e fu così che, con immenso dolore, Athaska
scoprì che cos'era la morte.
Ma
non volle accettare e perciò si mise alla ricerca del
Grande Spirito. Varcò montagne e deserti, sfidò
pericoli d'ogni genere. Attraversò la Grand'Acqua e
vide lontani paesi, finché stremato, giunse ai confini
del mondo. E lì… seduto fra i bisonti, trovò
l'immortale Manitù, e gli chiese il perché non
avesse voluto incontrarlo prima, proprio lui, che era stato
sempre un suo fedele servitore! E Manitù, con aria
saggia, gli rispose: "Nell'ardore della tua giovinezza,
non avresti accettato ciò che sto per dirti, amico
mio, ma puoi comprendermi adesso, dopo che gli anni e le esperienze
ti hanno reso più saggio!"
Ormai esausto, Athaska le chiese come mai Degawidah era morto,
e perché esisteva la morte! E la risposta che ricevette
fu: "Gli uomini devono essere mortali per poter apprezzare
la bellezza della vita!"… "Tra il mondo dei
morti e quello dei vivi c'è un abisso che nessuno può
valicare, ed è giusto che sia così!"

"Dicono
che quando muori e vai in paradiso,
tutti i cani e gatti che hanno fatto parte della tua vita,
arrivano di corsa a salutarti.
Fino a quel momento, riposino in pace!" (sconosciuto)
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Con rabbia e le lacrime agli occhi, Athaska urlò contro il cielo la sua disperazione. Per lui, questa legge era ingiusta! E sfidando _ per la prima e ultima volta _ il Grande Spirito, nell'ultimo gesto della propria vita, il guerriero, ormai anziano, scagliò la sua lancia oltre l'abisso! Per lo sforzo, il suo cuore si spezzò, ma la lancia _ lanciata con forza sovrumana _ raggiunse il mondo dei morti.
E
Manitù commosso dal sacrificio dell'eroe, la trasformò
nel "ponte dell'arcobaleno" gettato attraverso l'abisso
che separa la vita dalla morte.
Ed
ecco perché il ponte dell'arcobaleno è così
quel dolce filo sottile che accoglie i nostri piccoli amici,
nel passaggio dalla vita alla morte. Ed è per questo
che c'è una parte del Paradiso chiamata "ponte
dell'arcobaleno"…
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Quando gli animali muoiono, vanno al "ponte dell'arcobaleno"! Lì ci sono prati e colline,
dove tutti i nostri amici possono correre e giocare insieme.
Ci sono ciotole di pappa, acqua fresca ed un bel sole splendente.
Così, i nostri amici possono stare al caldo ed al sicuro.
Tutti
gli animali che erano malati ed anziani, tornano ad essere
sani e pieni di forza.
Tutti quelli che erano feriti o mutilati,
tornano ad essere forti e integri,
così come li ricordiamo
nei nostri sogni.
Tutti quelli che hanno subito soprusi e
violenze, gli animali che sono state cavie nei laboratori...
tutti quanti
si dimenticano delle loro sofferenze e vivono
insieme, in alegria e abbondanza.
Sono
felici e sereni, eccetto che per un piccolo particolare: alcuni
di loro,
quelli che sono stati amati e coccolati su questa
Terra,
hanno nostalgia di una persona davvero speciale, qualcuno
che hanno lasciato qui.
Giocano e corrono tutti insieme, ma
questi, ogni tanto, osservano l'orizzonte:
attendono l'arrivo
di qualcuno!
E viene il giorno in cui uno di loro, tutto d'un
tratto, si ferma e guarda lontano, all'orizzonte…
Gli
occhietti luminosi sono fissi, il corpicino freme d'impazienza.
Improvvisamente, si allontana dal gruppo, volando sui prati
verdi, sempre più veloce.
Ti
avrà riconosciuto!
E
quando Tu ed il Tuo specialissimo amico finalmente vi incontrerete
di nuovo,
il tuo viso sarà ricoperto da una pioggia
festosa di baci
e le tue mani potranno accarezzare ancora
l'amata testolina…
E tu potrai guardare di nuovo dentro
quegli occhi fiduciosi,
così lontani dalla tua vita,
ma mai assenti dal tuo cuore!
Ed
allora, attraverserete insieme, il "PONTE DELL'ARCOBALENO"!
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