GSD-IV
Salvaguardare una linea di sangue ritenuta eccezionale, ma "carrier"
Nell'ambito della GSD-IV, malattia ereditaria causata dalla mancanza dell'enzima ramificante, chiamato GBE (Glycogen Branching Enzyme), tipica dei Gatti Norvegesi delle Foreste, ho saputo che alcuni allevatori difendono la possibilità o la necessità di promuovere l'accoppiamento di soggetti detti carrier, cioè, portatori sani, con soggetti non portatori, cioè assolutamente sani, per salvaguardare e/o preservare linee di sangue ritenute "importanti".
Personalmente
_ anche se la questione non mi riguarda, poiché i
miei riproduttori sono tutti testati e risultati omozigoti
normali _ sono del parere che un accoppiamento tra
un gatto carrier (portatore sano) e un gatto
SANO, considerando il rischio che questo comporta (l'eventualità dell'espansione
della malattia) potrebbe giustificarsi solo in presenza
di una linea di sangue veramente
eccezionale.
E anche così, con tutte le attenzione e le cure che ciò richiede:
_ nata la cucciolata, attendere la crescita dei cuccioli (100%) fino a due mesi di vita;
_ chiedere dei "kit di prelievo" per tutta (100%) la cucciolata, perché il loro DNA venga analizzato uno ad uno;
_
una volta individuati i cuccioli sani (50%) e quelli
carrier (50%) cedere i soggetti omozigoti
normali ad allevatori o privati;
_
tenere con sè, fino a sei-otto mesi di vita,
i cuccioli (50%) carrier e _ questo è il punto
più importante _ provvedere alla loro castrazione/sterilizzazione
per, solo di seguito, cederli come "gatti da compagnia".
Ovviamente,
tutti i cuccioli _ sani e carrier _ devono essere
portatori di microchip d'identificazione.
Questo, secondo me, dovrebbe essere l'atteggiamento
dell'allevatore serio, nel caso desiderasse preservare
una linea di sangue importante e, allo stesso tempo,
volesse frenare, in totale sicurezza, la moltiplicazione
dei soggetti carrier.
Non
si può, nel modo più assoluto, perché sarebbe
sempre un atteggiamento irresponsabile, delegare a terzi,
il compito di castrare/sterilizzare i cuccioli carrier,
"più tarde", "successivamente". Noi, allevatori, sappiamo
bene che dopo che i cuccioli lasciano le nostre case,
diventa
difficile
_ per non
dire impossibile _ mantenere il controllo totale sulla
loro vita.
Per cui, l'unico modo di arginare il fenomeno GSD-IV è assumere, in prima persona, la totale responsabilità per i soggetti carrier. Sia impedendo loro di accoppiarsi, sia facendo il test del DNA e provvedendo alla castrazione/sterilizzazione dei soggetti carrier di ogni cucciolata fatta con l'intento di salvaguardare una linea di sangue considerata importante.
Tuttavia, conoscendo il modus operandi di alcuni allevatori _ naturalmente proprio quelli che ritengono di avere, tra i loro riproduttori, linee di sangue importantissime... _ la mia previsione è che, una volta promosso questo tipo di accoppiamento, si cercherà il cucciolo più bello, da mantenere nell'allevamento, si farà analizzare il suo DNA e, una volta risultato "omozigote normale", il restante della cucciolata sarà ceduto senza altri indugi, magari con la "raccomandazione" perché i cuccioli siano testati più avanti nel tempo...
Così, si perderà il controllo sui cuccioli carrier, con l'inevitabile propagazione esponenziale della malattia tra i Gatti Norvegesi delle Foreste.
È veramente un peccato che una razza _ il Gatto Norvegese delle Foreste _ che poteva vantarsi di non avere nel suo patrimonio genetico nessuna tara, stia diventando sempre di più preda di queste malattie _ GSD-IV, HCM (che era tipica del Maine Coon) e addirittura PKD (malattia tipica del Persiano), ovviamente, grazie al tempestivo e puntuale (si prega di leggere con tutta la carica di ironia possibile!) intervento dell'uomo.
Il
test DNA permette l'individuazione precoce dei gatti sani,
una scelta dei riproduttori, un adattamento
degli accoppiamenti, allo scopo di limitare la mortalità neonatale
legata a questa malattia. Permette anche di evitare la
nascita
di gattini affetti di Glicogenosi del tipo IV e di frenare
la propagazione della malattia nell' allevamento e/o nello
sviluppo della
razza.

© Allevamento Nordmøre
