La
decisione di diventare allevatore è nata dopo
un percorso di maturazione e conoscenza della razza
(imprescindibile
per chi vuole fare l’allevatore con serietà) durato
due anni. Forte dell'esperienza di 15 anni che avevo allora,
con gatti e cucciolate di altre razze, mi sono lanciata,
con tutta l'anima, alla scoperta dell’universo magico
e appassionante del Gatto Norvegese delle Foreste.
Ringrazio
Eva Walter, per Max; Linn Skretting, per Autopia; e Lonnie
e Bjarne Buntzen, per Ivana.
Ancora
resta tanto da imparare e da scoprire su questa creatura
fiera e maestosa, ma adesso sento che posso cominciare
a fare i primi passi da sola su questa strada che mi riserverà
_ non ho dubbi _ tante belle sorprese oltre a momenti
di gioia e tenerezza.
Inizialmente,
ho fatto due cucciolate senza affisso registrato, perché
non me la sentivo di diventare "burocraticamente"
un allevatore. Non è stato difficile tirare su
questi 11 cuccioli (6 della cucciolata "D" e
5 della cucciolata "G") perché avevo
nel bagaglio l'esperienza di altre cinque cucciolate in
tutti questi anni di convivio con i gatti (due cucciolate
di Nina, una di Lulù,
una di Tisiu e una di Pepita).
Poi, ho deciso che era arrivato il momento di salpare,
di prendere il largo e fare il gran salto: da semplice
amante della razza dei Gatti Norvegesi delle Foreste
ad allevatore.
Un
grazie grandissimo a Massimo, mio marito, per l’amore
incondizionato che nutre verso quelli che io continuo
a definire egoisticamente come "i miei gatti"...