Nordmøre Nordmøre
Allevamento amatoriale di Gatti Norvegesi delle Foreste
"Non esiste niente di più gioioso di un gatto giovane,
ne' di più solene di un gatto vecchio!" (Thomas Fuller)
Origini
© NordmøreQuando si cercano le origini del Gatto Norvegese delle Foreste vengono alla luce molte storie: alcune verosimili, altre del tutto fantasiose.

Narra un'antica leggenda vichinga che tanto, tanto tempo fa, in un lontano paese del Nord, viveva una bellissima dea un po' ribelle e un po' sbarazzina: Freya, che trascorreva il suo tempo in compagnia di alcuni gatti di colore bianco, dall'aspetto maestoso e con il mantello fitto, lungo e soffice al tatto, che la deliziavano nelle sue tristi giornate facendole tante fusa.

Freya era la dea della fertilità e dell'amore e si divertiva molto ad andare in giro sopra ad un carro trainato da una muta di questi fantastici e maestosi gatti simili nell'aspetto ai moderni Gatti Norvegesi delle Foreste.

Un'altra leggenda racconta che Thor, il possente dio della folgore, si rivelò incapace di sollevare da terra un gatto di questa razza, talmente era pesante.

Le origini di questi magnifici felini si perdono dunque nella notte dei tempi, evocando epoche lontane nonché il leggendario popolo dei Vichinghi.

Pare infatti, che i progenitori dei nostri maestosi gattoni fossero impiegati dai Vichinghi nei lunghi viaggi sui mari per tenere sgombro dai topi le stive delle navi e divenne in poco tempo anche il gatto domestico delle loro case.

I Vichinghi, ardimentoso popolo amante dell'avventura, furono i primi ad intrecciare grandi reti commerciali che collegarono l'intero bacino mediterraneo all'Atlantico ed al nord Europa. È possibile che sia questa la ragione per cui furono trovati molti gatti a pelo lungo semi-selvatici in Normandia. E ciò potrebbe anche aver contribuito all'espandersi dello stesso tipo di gatto negli Stati Uniti d'America. 

  Realtà & Fiabe...

 
Il Gatto Norvegese delle Foreste nella mia vita, ovvero...
come tutto è cominciato
 

Il mio primo Norvegese – Satyr's Max - mi arrivò a Roma, proveniente dalla lontana e fredda Norvegia, in pieno agosto del 2002. Quando l'ho visto _ grande e piccolo (aveva 4 mesi e mezzo, ma era già bello grosso, lasciando intravedere quel che sarebbe diventato) _ mi sono sentita sciogliere. Il caldo afoso di Roma, in estate, lo lasciò letteralmente "a terra". Ho temuto che lui non riuscisse a farcela. Ma fu proprio in quei momenti che ho capito la tempera di cui è forgiato un Gatto Norvegese delle Foreste. Lui superò stupendamente l'impatto con il cambiamento di clima ed in poco tempo si è totalmente abituato alla temperatura, alla casa, agli altri animali che avevamo già a casa (altri gatti, cane, coniglia e tartarughe) e...a noi, dimostrandoci il suo affetto e il suo carattere allo stesso tempo dolce e indomito.

La passione per i Norvegesi era nata _ come è successo a moltissime persone _ quando ho visto uno di questi stupendi gatti su una rivista. Sono rimasta affascinata dal suo aspetto selvaggio e dalla fierezza del suo sguardo, che somigliava (solo nell'aspetto) alla mia Tisiu, un incrocio tra un Europeo ed un Persiano. Il gatto che, da quel momento in poi, mi sono immaginata, tantissime volte, era rosso. Così l'ho sognato e così l'ho finalmente avuto. Max è la concretizzazione esatta del mio desiderio.

Mi piace quando mi guarda con il suo sguardo sereno e allo stesso tempo di sfida _ è ancora un "gattino" nonostante sia cresciuto tantissimo; dovrà ancora raggiungere la sua crescita massima in torno ai 4/5 anni di età _ quando sta per "combinare" qualche marachella. Mi viene vicino e con dei piccoli colpi della testa contro le mie gambe o contro il mio viso, se lo tengo in braccio, mi fa capire quel che desidera in quel momento: mangiare, una carezza, uscire sul terrazzo…

Dopo qualche mese _ considerato che i miei altri gatti (tranne Dudha, il mio trovatello) erano tutti già anziani, ho deciso di prendere una femmina per Max: Poten's Autopia (che a casa chiamiamo Gaia). Pure lei è venuta dalla lontana e fredda Norvegia, ma contrariamente a lui, che ha dovuto subire il caldo dell'estate romana, lei mi è arrivata ad ottobre, quando la temperatura era molto più dolce. In più, diversamente da lui che è rimasto inizialmente un tanto sconvolto del cambiamento nella sua vita, Autopia/Gaia è arrivata con "una marcia in più": appena uscita dal trasportino, ha picchiato solennemente tutti gli altri gatti di casa che si sono avvicinati per conoscerla, e mi ha guardata direttamente negli occhi chiedendomi: "Ma... si mangia in questa casa?"

Dopo un bel piattino di pappa, si è cercata il posto più alto e si è fatta "una bella dormita", tanto, "c'è tempo per esplorare i dintorni più tarde"...

La famiglia, poi, è aumentata con l'arrivo _ sono andata personalmente a prenderla _ dalla Danimarca, di Ivana. Di seguito, abbiamo deciso di tenere nell'allevamento, Nordmøre's Berkner, figlio di N* Poten's Autopia e N* Satyr's Max. E Nordmøre's Feiticeira da Floresta Amazônica, figlia di DK* Fribaninos Ivana e F* Altàriel de la Cachouteba.

 
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