Il
mio primo Norvegese – Satyr's Max - mi arrivò a Roma,
proveniente dalla lontana e fredda Norvegia, in pieno agosto del
2002. Quando l'ho visto _ grande e piccolo (aveva 4 mesi e mezzo,
ma era già bello grosso, lasciando intravedere quel che
sarebbe diventato) _ mi sono sentita sciogliere. Il caldo afoso
di Roma, in estate, lo lasciò letteralmente "a terra".
Ho temuto che lui non riuscisse a farcela. Ma fu proprio in quei
momenti che ho capito la tempera di cui è forgiato un Gatto
Norvegese delle Foreste. Lui superò stupendamente l'impatto
con il cambiamento di clima ed in poco tempo si è totalmente
abituato alla temperatura, alla casa, agli altri animali che avevamo
già a casa (altri gatti, cane, coniglia e tartarughe) e...a
noi, dimostrandoci il suo affetto e il suo carattere allo stesso
tempo dolce e indomito.
La
passione per i Norvegesi era nata _ come è successo a moltissime
persone _ quando ho visto uno di questi stupendi gatti su una rivista.
Sono rimasta affascinata dal suo aspetto selvaggio e dalla fierezza
del suo sguardo, che somigliava (solo nell'aspetto) alla mia Tisiu,
un incrocio tra un Europeo ed un Persiano. Il gatto che, da quel
momento in poi, mi sono immaginata, tantissime volte, era rosso.
Così l'ho sognato e così l'ho finalmente avuto. Max
è la concretizzazione esatta del mio desiderio.
Mi
piace quando mi guarda con il suo sguardo sereno e allo stesso tempo
di sfida _ è ancora un "gattino" nonostante sia
cresciuto tantissimo; dovrà ancora raggiungere la sua crescita
massima in torno ai 4/5 anni di età _ quando sta per "combinare"
qualche marachella. Mi viene vicino e con dei piccoli colpi della
testa contro le mie gambe o contro il mio viso, se lo tengo in braccio,
mi fa capire quel che desidera in quel momento: mangiare, una carezza,
uscire sul terrazzo…
Dopo
qualche mese _ considerato che i miei altri gatti (tranne Dudha,
il mio trovatello) erano tutti già anziani, ho deciso di
prendere una femmina per Max: Poten's Autopia (che a casa chiamiamo
Gaia). Pure lei è venuta dalla lontana e fredda Norvegia,
ma contrariamente a lui, che ha dovuto subire il caldo dell'estate
romana, lei mi è arrivata ad ottobre, quando la temperatura
era molto più dolce. In più, diversamente da lui che
è rimasto inizialmente un tanto sconvolto del cambiamento
nella sua vita, Autopia/Gaia è arrivata con "una marcia
in più": appena uscita dal trasportino, ha picchiato
solennemente tutti gli altri gatti di casa che si sono avvicinati
per conoscerla, e mi ha guardata direttamente negli occhi chiedendomi:
"Ma... si mangia in questa casa?"
Dopo
un bel piattino di pappa, si è cercata il posto più
alto e si è fatta "una bella dormita", tanto, "c'è
tempo per esplorare i dintorni più tarde"...
La
famiglia, poi, è aumentata con l'arrivo _ sono andata
personalmente a prenderla _ dalla Danimarca, di Ivana. Di seguito,
abbiamo deciso
di tenere nell'allevamento, Nordmøre's Berkner, figlio di N* Poten's
Autopia e N* Satyr's Max. E Nordmøre's Feiticeira da Floresta Amazônica, figlia di DK* Fribaninos Ivana e F* Altàriel de la Cachouteba.
